tratto la “LA VOCE DI ROMAGNA”:
1. Come hai accolto questa convocazione? (c’è una risposta esauriente anche sul tuo sito. Se vuoi posso cambiare un po’ la risposta e usare quella)
Questa convocazine è sicuramenrte una di quelle colte con maggior gioia per tanti motivi:intanto è in una specialità dove non ho mai disputato un mondiale perchè normalmente faccio parte della nazionale cross country e questo è uno stimolo a parte perchè è come se fosse il primo mondiale,ma lo affronto con 10 anni di esperienza.
2.Quali sono gli obiettivi?
Io spero di fare bene,ma non si possono stabilire obbiettivi su una corsa così completa ed estrema. Spero di stare bene, onorare questa maglia ed avere la fortuna di sprigionare tutto il lavoro fatto negli ultimi 40 giorni in quelle 5 ore di gara.
Parlo di fortuna perchè il lavoro che ho fatto lo ritengo giusto e non avrei potuto fare di più quindi ora spero di avere una giornata con la “gamba piena” e di interpretare bene la corsa.Non bisogna dimenticare che siamo circa 50 corridori completi che si trovano sullo stesso livello e hanno preparato questa gara.
3. Sei già in Austria. Hai provato il percorso di gara. Come lo reputi?
Siamo arrivati in austria martedì e oggi abbiamo finito la ricognizione del percorso provandolo in due giorni, entrambe le prove percorso sono durate circa 4 ore vista l’andatura chiaramente più blanda che in gara e posso dire che è un tracciato in cui reputo vincitori tutti coloro che lo riescono a concludere.Posso garantire che in quei 3800 metri di dislivello per 105km serviranno tutte le qualità allenabili di un biker: tecnica, tattica, alimentazione e gestione dello sforzo perchè basta un piccolo “fuori giri” che lo puoi pagare per diversi kilometri ed essere tagliato fuori dalla corsa,ma la cosa che preferisco è che è spaventosamente tecnico e le doti di guida vengono esaltate e non può vincere solo un “pedalatore”.
4. Descrivi il tuo percorso di crescita motivandolo (a che cosa è dovuto? devi ringraziare qualcuno…)
Vado sulle due ruote dalla nascita, prima in moto grazie alla passione di babbo, poi ho scelto la BMX che mi ha permesso di diventare un funambolo in discesa e a 20 anni ho esordito con la MTB.
Sono tante le persone da ringraziare perchè è grazie all’aiuto di famiglia,amici,sponsor e tifosi che sono riuscito a fare questa vita che mi permette di divertirmi (quanto corro ritorno bambino e sono libero di giocare).
L’esperienza acquisita ed il mio titolo di studio (perito metalmeccanico) mi consentono di continuare a lavorare in questo ambiente perchè i feed-back che rendo alle aziende con cui sviluppo prodotti sono importanti per loro perchè spesso sul campo gara si vedono e risolvono problematiche di prodotto che ingegneri in azienda non vedono.
Purtroppo non ho più l’esplosività con cui ho vinto la coppa europa nel 2001 qui a Graz, ma ho acquisito fondo ed esperienza doti fondamentali nella specialità Marathon. Qui a Graz mi sento un pò a casa proprio perchè la vittoria della coppa europa 2001 mi ha proiettato nell mountain bike internazionale e da li ho partecipato a circa 50 prove di coppa del mondo in tutti i continenti vivendo esperienze indimenticabili.
5. Chi sono i favoriti per la vittoria in Austria? Chi temi di più?
Il mio favorito è lo svizzero Sauser e non ragiono su tutti quelli che dovrei temere altrimenti mi spavento e torno a casa.Per esperienza non quardo mai la lista degli iscritti,ma solo l’ordine di arrivo dedicando molta attenzione ai nomi che trovo davanti a me perchè da loro posso sempre imparare qualcosa.
6. Dopo la marathon di Graz quali sono gli appuntamenti da non mancare?
Rientrato dal mondiale ci sono alcune corse importanti in italia a cui prenderò parte per testare alcuni prodotti ,ma principalmente mi dedicherò a pianificare la stagione futura in quanto ho alcune idee che vorrei portare avanti,ma ho bisogno di discuterne con il mio team e i miei collaboratori.
7. Come ti sei preparato alla gara austriaca?
Il lavoro di base è il soloto,ma negli ultimi 50 giorni ho fatto 3 stage in altura dove ho lavorato molto sulla distanza e cercando quella serrenità con cui bisogna affrontare questi appuntamenti.Posso dire che già la preparazione è stat soddisfacente e vissuta bene pertanto vediamo come si poù concludere un mondiale così. Posso anche dire che questo è sicuramente il tracciaoto più tecnico,duro e difficile su cui ho gareggiato quindi è più una sfida con me stesso che contro gli altri.